Archivio Agenda Credits Siti utili Contatti Documenti News Guida UPL Chi Siamo Home
Le risposte delle Province lombarde al Sole 24ore Lombardia
Le Province di BG, BS, CR, LC, MB, SO e VA sull'articolo del 6 luglio

Versione stampabile Versione Stampabile
PROVINCIA DI BERGAMO

L'Ufficio di Rappresentanza a Roma - nell’offrire supporto, gratuitamente, agli operatori bergamaschi per promuovere la Provincia a livello nazionale - costa annualmente all’Amministrazione il contributo per la sede, ospitata dalla Confraternita dei Bergamaschi, pari a 25.000 euro, le spese di gestione, che assommano a 23.500 euro, e lo stipendio dell’unico addetto, che vi lavora per 25.000 € lordi.

La vicenda della Scuola della Magistratura il 30 settembre 2010 è uscita da una lunga empasse - iniziata nel febbraio 2009 e costata alla sola Provincia quasi 300.000 € - proprio grazie all’impegno dell’attuale Amministrazione subentrata a giugno 2009. Dal 1° gennaio 2011, il costo dell’affitto dei locali è passato in carico al Ministero di Giustizia che ne prevede l’apertura nel gennaio 2012.

Riguardo la consulenza dell’architetto Silvia Lanzani presso l’Ospedale di Treviglio questa è terminata prima della sua nomina ad assessore. Da quella data, fine giugno 2009, non risulta che l’assessore Lanzani abbia avuto altre consulenze.


PROVINCIA DI BRESCIA

In relazione all’articolo “Il risparmio non è di casa in Provincia” pubblicato il 6 luglio, il Presidente della Provincia di Brescia, Daniele Molgora, precisa:

1. Parlare di “scandalo dei concorsi truccati” è mera diffamazione, in quanto:
a) gli esami sono stati tenuti da una Commissione costituita da Dirigenti dell'Ente e da membri esterni provenienti da altre Amministrazioni Pubbliche alla presenza dei Sindacati, che non hanno mai eccepito nulla;
b) nessuna delle persone in graduatoria è mai stata assunta a tempo indeterminato dall’Ente; tuttavia, dopo ben 8 mesi dalla chiusura del concorso, finti organi di stampa via web hanno infangato con notizie false il buon nome dell’Ente;
c) sempre sulla base delle stesse notizie diffamatorie, per le quali l'Ente ha sporto querela, è stata costituita una Commissione speciale che non ha rilevato irregolarità, così come, cosa più importante, nessuna anomalia è emersa dalle verifiche effettuate dai Carabinieri.

2. Il compenso annuo di Ezio Rojatti è pari a 44 mila euro lordi, cioè circa 35.200 euro netti, con una riduzione di oltre il 25% rispetto alla consulente dell’Amministrazione precedente. La presenza del consulente Rojatti ha consentito di far fronte ad una riduzione del 38,5% del personale dell’Ufficio cultura, con notevole risparmio in termini di spesa dal 2009 ad oggi.


PROVINCIA DI CREMONA

In merito a quanto uscito sul “Il Sole 24 Ore – Lombardia” mercoledì 6 luglio, si precisa che la Giunta Salini insediatasi a giugno 2009 ha tagliato drasticamente le spese di comunicazione.
Nel 2008 (precedente amministrazione) la spesa era 230.000 euro, nel 2010 20mila euro (- 91%). Quanto all’Informatore, ecco il confronto col precedente organo di stampa Provincia Nuova: le spese, senza raccolta pubblicitaria, erano di 65mila euro all’anno, l’Informatore, invece, diffuso on line, ha un saldo positivo con la raccolta pubblicitaria: l'avanzo è 3.500 euro (- 110%). Oggi l'Ufficio comunicazione comprende 3 giornalisti professionisti: Rossano Salini, Roberto Bettinelli, Luca Piacentini. Il precedente comprendeva 4 persone, era un Settore a sé con un dirigente dallo stipendio doppio rispetto all’attuale responsabile. Quest'ultimo, Rossano Salini (laurea con lode in Lettere classiche, dottorato in Italianistica), è stato nominato dalla Giunta, in assenza del presidente Massimiliano Salini, presieduta dal vicepresidente Lena.
La spesa per lo staff: 324.000 euro nel 2008, 234.000 nel 2010 (-30%). L’espressione “si divide con gli altri due giovani un budget da 70 mila euro” è priva di significato: semplicemente i tre giornalisti percepiscono uno stipendio.

Ufficio Comunicazione


PROVINCIA DI LECCO

In riferimento a quanto pubblicato sull’articolo de Il Sole24 ore del 6 luglio scorso, relativamente alla Provincia di Lecco si precisa quanto segue:
Trasporto libri:
Attività prevista dai Piani triennali Regione Lombardia e Sistema Bibliotecario Provinciale, (Provincia capofila) con adesione di 66 Comuni (quota annua). Servizio previsto da 1/06/2010 a 30/11/2012, finanziato anche con fondi regionali, spesa €152.347,20, percentuale libri movimentati con prestito interbibliotecario su totale prestiti 14%.
Dirigenti:
3 assunzioni di dirigenti effettuate nel 1999 e 2001, mantenendo inalterato importo totale del fondo per il finanziamento della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti.
Turismo:
L’accoglienza della delegazione della V Conferenza Nazionale del Turismo è stata solo una delle numerose azioni realizzate per “Mete e sapori di Lombardia sul Lago”, per promuovere il Lago e le altre eccellenze del territorio, con programma condiviso da tutti gli attori del Sistema Turistico Lago di Como. Entrate complessive (contributi di soggetti pubblici e privati, lecchesi e comaschi e dell’Unione province lombarde) pari al 65% delle spese. Da allora si sono registrati una crescita dell’offerta ricettiva (da 93 alberghi nel 2005 a 105 del 2010 e da 98 a 160 strutture extralberghiere) e un aumento di arrivi (12%) e presenze (4%) di turisti.

f.to Daniele Nava


PROVINCIA DI MONZA E DELLA BRIANZA

Gentile Direttore,
mi ha molto stupito scoprire che la Provincia MB, nata da appena due anni, si sia già aggiudicata la maglia nera tra le province sprecone soprattutto considerando che la fonte delle cifre presentate così puntualmente sia stato un volantino diffuso dell'opposizione a fini politici e non il frutto di un'indagine seria ed accurata. Avreste così evitato di scrivere, per esempio, che il preventivo del Bilancio 2011 corrisponde a 4,5 milioni di euro, visto che la parte corrente ammonta a circa 118 milioni di euro. E di conseguenza citare le altre voci di spesa senza una verifica doverosa. Una prova? Bastava cercare nel sito istituzionale notizie sulle Società patrimoniali - tre e non quattro per la gestione dell'acqua e due e non zero per i rifiuti – per scoprire che la Provincia MB partecipa solo con quote di minoranza. Per quanto riguarda gli uffici poi, in attesa della realizzazione della sede definitiva, le attuali sedi amministrative sono tutte in affitto ed ereditate dalla Provincia di Milano. Discorso diverso per la sede istituzionale che abbiamo avuto l'occasione di acquistare recuperando gli anni di canone: più che di uno spreco mi sembra un affare che chiunque avrebbe concluso.
Fin dal primo giorno abbiamo cercato di distribuire le risorse disponibili per non far mancare l’aiuto a nessuno. Abbiamo deciso senza esitazioni di non aumentare l’aliquota relativa all’ RC Auto e abbiamo dato priorità ai temi del lavoro dispensando, solo nel 2011, circa 2.225 mila euro per finanziare start up di nuove imprese, per dare sostegno all'occupazione con un occhio di riguardo per le categorie di lavoratori più svantaggiati ed in difficoltà; questo lavorando in rete con tutti gli attori del territorio, dalle associazioni di categoria alle organizzazioni sindacali. Non mi sembra che le province siano poi così inutili se possono contribuire a mettere a sistema risorse ed energie con cui realizzare servizi efficienti, capaci di rispondere a quelle che sono le vere richieste della collettività. Onestamente credo che questo compito lo stiamo assolvendo al meglio: per questo vorrei invitare il suo corrispondente a seguirmi per una settimana nell’attività quotidiana per constatare dove sono gli sprechi o la cattiva gestione. Sono pronto a mettermi in gioco accettando di finire in prima pagina se si dovesse rilevare che in questa lettera non è stata raccontata la verità.

Dario Allevi
Presidente della Provincia MB


PROVINCIA DI SONDRIO

“Senza le Province territori con il bavaglio”

“Il risparmio non è di casa in Provincia”, così titola l’articolo apparso oggi su “Il Sole 24 ore Lombardia”, un veloce viaggio fra le Amministrazioni Lombarde con l’elenco di alcune voci che si fanno demagogicamente passare quanto meno per imbarazzanti.
Per quanto riguarda la Provincia di Sondrio due sono i casi riportati: quello degli spot pubblicitari con protagonista Roberto Da Crema e quello dei 4 assessori, dimissionari per 4 mesi, che hanno continuato a percepire l’indennità di carica.
Rispetto agli spot ricordo che la nostra è una terra a vocazione turistica dove ogni anno si registrano due milioni di presenze con ovvie ricadute per l’economia locale, ritengo, dunque, doveroso che la Provincia investa - rientra per altro nelle competenze dell’ente - in strategie di promozione e valorizzazione.
Che poi la formula scelta possa o meno incontrare il favore del pubblico aprirebbe un vasto campo di considerazioni visto che ognuno potrebbe esprimere un diverso parere in base ai propri gusti.
Su un bilancio complessivo di 51 milioni di euro, la spesa di 71.000,00 per una campagna che pubblicizzi le attrattive turistiche di Valtellina e Valchiavenna mi sembra sostenibile, ma soprattutto necessaria per apportare un convinto sostegno al comparto turistico.
Venendo al secondo caso denunciato da “Il Sole 24 Ore”, mi risulta che i 4 assessori da poco rientrati in giunta abbiano provveduto a devolvere in beneficienza il totale dell’indennità di carica percepita nel corso della loro assenza.
In termini più generali, credo purtroppo che la sterile polemica sugli sprechi delle Province nasca dai figli del centralismo che difendendo i loro privilegi, di cui poco si conosce, vogliano togliere voce a tutti quei territori che privati delle loro Amministrazioni provinciali perderebbero qualsiasi possibilità di ascolto e di tutela politica e amministrativa.
Ad esempio la mia Valle che conta 78 comuni per un totale di 180.000 abitanti su un territorio di 3.200 Km2 in che modo potrebbe trovare una sintesi istituzionale delle istanze che arrivano dai cittadini senza l’ente Provincia?
Sarebbe un territorio senza voce!
Forse è questo il vero obiettivo dei centralisti, calare le decisioni dall’alto senza prestare attenzione ai problemi della gente.
Ricordo, però - ed è dimostrato - che ascoltando il territorio è possibile identificare in modo molto preciso i problemi e dunque pianificare con maggior attenzione le soluzioni e di conseguenza rendere i costi calibrati e sostenibili.
Se mi si dimostrasse, numeri alla mano, che con la soppressione delle Province vi fosse un effettivo risparmio di risorse, sarei il primo sostenitore della loro cancellazione.
Vorrei, inoltre, che mi fosse chiarito un aspetto molto importante: con l’eventuale abolizione delle Province, chi, in che modo e a quale costo si farebbe carico di tutte le competenze che oggi spettano alle Amministrazioni provinciali (strade, edilizia scolastica, pianificazione territoriale, vigilanza, trasporto pubblico etc etc).
I dipendenti delle Province, che garantiscono l’espletamento di queste funzioni, sarebbero tutti licenziati? Non sono convinto nemmeno di questo.
Vorrei sapere quale dirigente o funzionario, per altro non eletto dal popolo, si farebbe carico del lavoro e delle responsabilità che quotidianamente affronta il sottoscritto per 2.200,00 euro al mese.
Questo continuo polemizzare sui costi delle Province è ingiusto per tutti quegli
amministratori che con grande senso di responsabilità sono al servizio della loro gente.
Per concludere, ribadisco ancora una volta che la Provincia di Sondrio, che ho l’onore di presiedere, ha rispettato il patto di stabilità risultando fra gli enti locali virtuosi, un esempio rispetto a tante altre istituzioni, magari anche superiori, che di virtuoso hanno ben poco.
Per sciogliere gli ultimi dubbi a chi parla di privilegi e auto blu, vorrei ricordare che la Provincia di Sondrio è in possesso di un’Alfa Romeo 159 di colore grigio immatricolata nel marzo del 2008 a disposizione del Presidente, degli Assessori e dei Dirigenti.
Massimo Sertori
Presidente della Provincia di Sondrio


PROVINCIA DI VARESE

Dario Galli, Presidente della Provincia di Varese: «In merito all’episodio citato nell’articolo, credo sia bene ricordare, che quanto raccontato, tra l’altra in maniera parziale e non del tutto corretta, risale a quasi 10 anni fa. Non solo. Ma non si può certo parlare di spreco, in quanto è stato appurato che si è trattato di un errore tecnico, commesso in buona fede e per il quale il dirigente è stato condannato a rifondere i danni. Detto questo, mi chiedo: dove sta lo spreco? Semmai sarebbe bene sottolineare in quali e in quante amministrazioni pubbliche italiane accade quanto successo a la Provincia di Varese, ovvero che il responsabile condannato ha pagato quanto previsto per risarcire il danno commesso».


Milano, 27 luglio 2011